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L'intelligenza artificiale, spiegata semplice

Cosa sono ChatGPT, Gemini e gli altri assistenti, a cosa servono davvero, quando inventano, cosa non dirgli mai e come riconoscere voci e video finti.

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Pensa a un aiutante che ha letto tutta la biblioteca

Immagina un aiutante che ha letto milioni di libri, giornali e siti, e che sa rispondere in italiano a qualsiasi domanda, subito, con calma, senza mai stancarsi. Sa spiegare, riassumere, tradurre, scrivere una lettera. Ma ha un difetto: quando non sa una cosa, invece di dirlo, a volte la inventa, con la stessa sicurezza con cui dice le cose vere. E non ha mai visto la tua vita: sa solo quello che gli scrivi.

Questo aiutante esiste, e si chiama intelligenza artificiale (IA, o AI all'inglese). Da qualche anno è dentro il telefono di tutti. Vale la pena capire cosa sa fare, cosa non sa fare e come non farsi ingannare da chi la usa contro di te.

Chi sono gli assistenti

Gli assistenti con cui si chiacchiera (si chiamano anche chatbot, si pronuncia ciàt-bot) sono tanti, ma i principali sono quattro:

  • ChatGPT (di OpenAI): il più famoso. Si usa dal sito chatgpt.com o dall'app ChatGPT (lo sviluppatore nello store è OpenAI).
  • Gemini (di Google): è già dentro molti telefoni Android e nell'app Google. Sui telefoni recenti ha preso il posto dell'assistente vocale.
  • Copilot (di Microsoft): dentro Windows, nel browser Edge e come app.
  • Meta AI: il cerchio colorato che vedi in WhatsApp, Instagram e Facebook. Si scrive lì come a un contatto.

Sull'iPhone c'è anche Siri: sui modelli recenti (da iPhone 15 Pro in poi), se attivi l'estensione ChatGPT in Impostazioni > Siri, può passare a ChatGPT le domande più difficili.

Le versioni gratuite bastano per tutto quello che segue. Gli abbonamenti più comuni (da circa 5 a 23 euro al mese; quelli per professionisti costano molto di più) servono a chi la usa molto o per lavoro.

Consiglio: scarica solo le app ufficiali (sviluppatore OpenAI, Google, Microsoft). Negli store ci sono app con nomi simili ("AI Chat", "Assistente GPT") e un logo quasi uguale. Dopo pochi giorni di prova fanno partire abbonamenti settimanali: 6 o 7 euro a settimana sono più di 300 euro l'anno, per un servizio che l'app vera dà gratis. L'app vera si chiama solo ChatGPT e lo sviluppatore è OpenAI (su iPhone compare come OpenAI OpCo, LLC).

A cosa serve davvero

Ecco gli usi che aiutano di più, con le parole da usare:

  • Spiegare una lettera difficile: fotografa la lettera dell'INPS o dell'Agenzia delle Entrate dopo aver coperto nome, indirizzo e codice fiscale (o incolla il testo senza questi dati). Scrivi "spiegamela in parole semplici", poi chiedi: "cosa devo fare, ed entro quando?".
  • Scrivere un messaggio: "scrivi una risposta gentile per disdire l'abbonamento alla palestra". Leggi, correggi e invia tu.
  • Capire una parola o un concetto: "cos'è lo SPID?", "cosa vuol dire PDF?", "spiegami la differenza tra Wi-Fi e dati".
  • Ricette e casa: "ho zucchine, uova e pane raffermo: cosa cucino?", "come si toglie una macchia di vino dalla tovaglia?".
  • Tradurre: incolla un testo in inglese e scrivi "traduci in italiano". Funziona anche con le foto di un menù all'estero.
  • Riassumere: "riassumi in cinque punti" un articolo lungo.
  • Preparare le domande per il medico o per l'ufficio: "quali domande dovrei fare al cardiologo su questa terapia?".
  • Parlare invece di scrivere: quasi tutti hanno la modalità vocale (l'icona del microfono o delle onde): parli e ti risponde a voce.

Come si fa, in pratica

  1. Apri l'app (o WhatsApp, e tocca il cerchio di Meta AI).
  2. Scrivi la domanda come la faresti a una persona, con tutti i dettagli utili. Non servono parole speciali.
  3. Leggi la risposta. Se non è chiara, chiedi ancora: "più semplice", "fammi un esempio", "e se invece...". La conversazione continua.
  4. Per un nuovo argomento, apri una nuova chat.

Cosa dovresti vedere: una risposta in italiano, di solito lunga, a volte con punti elenco. Puoi interromperla e riformulare la domanda quando vuoi.

Quando sbaglia (e lo fa con sicurezza)

L'aiutante non cerca la verità: costruisce la risposta più probabile, parola dopo parola. Per questo:

  • Inventa dettagli: numeri di telefono, indirizzi, date, nomi di leggi, citazioni. Sembrano veri e a volte non esistono.
  • Può essere fermo nel tempo: molte risposte si basano su testi letti mesi o anni fa. Scadenze, prezzi e regole possono essere cambiati.
  • Non conosce te: non sa che farmaci prendi, che conto hai, dove abiti, a meno che tu non glielo scriva. E se glielo scrivi, attenzione (vedi sotto).
  • È convincente anche quando sbaglia: non abbassa la voce, non dice "forse".

La regola pratica: per capire usalo liberamente; per decidere (soldi, salute, scadenze, leggi) verifica sempre su un sito ufficiale o con una persona competente. Se chiedi un numero di telefono, controllalo sul sito dell'ente prima di chiamare.

Pensala così: è come il vicino di casa che sa tutto. È utilissimo per farsi spiegare le cose, ma prima di firmare un contratto sulla sua parola, chiedi a chi ne risponde davvero.

Cosa non scrivergli mai

Quello che scrivi all'assistente viene inviato all'azienda che lo gestisce e può essere conservato. Quindi:

  • Niente dati che identificano: codice fiscale, numero della carta, IBAN, password, codici di verifica, numero di documento.
  • Salute: sì, ma senza nome: puoi descrivere sintomi o chiedere di spiegare un referto, ma togli nome, cognome e dati anagrafici. Usa la risposta per prepararti alla visita, non al posto del medico.
  • Niente dati degli altri: la foto del nipote, il referto di un parente, i messaggi di un amico.
  • Per gli argomenti delicati, usa la chat temporanea, se l'app lo permette. Non resta nella cronologia e non serve ad addestrare l'IA, anche se l'azienda la conserva per qualche tempo (Gemini, per esempio, fino a 72 ore).

Per le regole generali sui dati personali, leggi Privacy e impostazioni di sicurezza.

Riconoscere immagini, video e voci finti

La stessa tecnologia crea immagini, video e voci che sembrano veri. I truffatori la usano molto, in tre modi:

  • Il VIP che consiglia un investimento: su Facebook o YouTube compare il video di un conduttore, un politico o un imprenditore famoso. Invita a investire in una piattaforma che "raddoppia i soldi". Il video è falso (si chiama deepfake, si pronuncia dìp-feic): la faccia e la voce sono ricostruite dall'IA. I personaggi famosi non vendono investimenti nelle pubblicità. Come riconoscere le notizie false è in Notizie online: come informarsi bene.
  • La voce del nipote al telefono: bastano pochi secondi di un video sui social per copiare una voce. Ti chiama "tuo nipote" nei guai e ti chiede soldi subito. La voce può essere identica: chiudi e richiama tu il suo numero vero, o chiama i genitori. Il copione completo di questa truffa è in Truffe telefoniche: come difendersi.
  • Foto e notizie inventate: Papa Francesco con un piumino bianco alla moda, un disastro mai avvenuto, una dichiarazione mai fatta. Qualche anno fa le tradivano le mani con dita in più e le scritte senza senso sullo sfondo. Oggi questi errori sono rari e una foto finta può sembrare perfetta. L'indizio che resta è uno: nessuna fonte affidabile che la riporti.

La difesa non è tecnica: è la stessa di sempre. Fretta, soldi e segretezza sono i segnali della truffa, qualunque voce o faccia li porti. E per le notizie, prima di crederci o inoltrarle, cerca se ne parla un giornale serio.

Se qualcosa va storto

  • Se la risposta è sbagliata, diglielo: "questo non è corretto, la scadenza è il 30 settembre". Spesso si corregge, ma controlla di nuovo: potrebbe inventare ancora.
  • Se non capisci la risposta, chiedi "spiegamelo come a un bambino di dieci anni" o "fammi un esempio concreto".
  • Se ti chiede di pagare per continuare, hai finito le domande gratuite per ora: aspetta qualche ora o usa un altro assistente. Non serve abbonarsi.
  • Se hai scritto per sbaglio un dato personale, cancella la chat (tienila premuta nell'elenco) e, se era una password o un codice, cambialo.
  • Se un familiare ti manda un vocale strano che chiede soldi, chiamalo con una telefonata normale prima di fare qualsiasi cosa.
  • Se hai già mandato soldi dopo un video o una telefonata così, chiama subito la banca al numero sul retro della carta. Poi fai una denuncia di persona alla Polizia o ai Carabinieri. Diffida di chi ti promette di recuperare i soldi in cambio di un anticipo: è un'altra truffa.

Non ti preoccupare se ti sembra di "non saperla usare": non c'è niente da imparare a memoria. Si scrive come si parla, e si chiede di nuovo finché è chiaro.

Consigli utili

  • Fai domande precise: "una risposta breve per disdire, tono gentile, senza spiegazioni" funziona meglio di "scrivi una lettera".
  • Chiedi le fonti: "da dove viene questa informazione?", e poi apri il sito che ti indica.
  • Usala per prepararti, non per sostituire il medico, il commercialista o l'ufficio.
  • Nessun VIP vende investimenti in un video: se lo vedi, è finto.
  • Una voce non è una prova: per i soldi, si richiama sempre.

Un aiutante in più, con le sue regole

L'intelligenza artificiale è un ottimo aiutante per capire, scrivere e tradurre, e chiunque può usarla scrivendo come parla. Ha però due regole: verifica quello che conta e non affidarle i tuoi dati. E quando la stessa tecnologia arriva sotto forma di una voce che chiede soldi o di un VIP che consiglia investimenti, sai già che non è vera.

Hai trovato una parola che non conosci? È spiegata nel Glossario.

Domande frequenti

L'intelligenza artificiale è gratis?

Le versioni gratuite di ChatGPT, Gemini, Copilot e Meta AI (dentro WhatsApp) bastano per gli usi di tutti i giorni. Gli abbonamenti più comuni costano da circa 5 a 23 euro al mese (quelli per professionisti anche molto di più) e servono a chi la usa molto o per lavoro. Diffida delle app che chiedono un abbonamento settimanale per un "ChatGPT" non ufficiale.

Posso fidarmi di quello che mi dice?

Per spiegazioni, riassunti, bozze e traduzioni è molto utile. Per numeri, date, indirizzi, leggi e consigli medici o sui soldi può sbagliare con grande sicurezza. Usa la risposta come punto di partenza e verifica sul sito ufficiale o con una persona competente.

Una voce al telefono può essere finta?

Sì. Con pochi secondi di un video o di un vocale, l'intelligenza artificiale sa imitare una voce. Se un familiare ti chiama chiedendo soldi con urgenza, chiudi e richiama tu il suo numero: se era davvero lui, risponde.